Contributo unificato anche nelle cause di lavoro

contributo unificato

Con la conversione in legge della manovra finanziaria, a seguito dell’approvazione del maxiemendamento,  viene confermato il contributo unificato anche nelle cause di lavoro.

Il contributo non è dovuto SE IL REDDITO IRPEF del ricorrente, indicato nell’ultima dichiarazione dei redditi (Mod. UNICO, 730, CUD) , non supera TRE volte il limite di reddito per poter chiedere il gratuito patrocinio (€ 31.884,48).

Si ritiene che l’interpretazione corretta della norma sia quella per cui  tale reddito debba intendersi quello personale del lavoratore e non il reddito del nucleo familiare.

Conforta tale tesi il confronto con le disposizioni relative alla condanna alle spese nelle controversie previdenziali:

l’art. 152 disp. att. c.p.c., infatti, dispone l’esonero dalla condanna alle spese, in caso di soccombenza, qualora il lavoratore soccombente “risulti titolare, nell’anno precedente a quello della pronunzia, di un reddito imponibile ai fini IRPEF, risultante dall’ultima dichiarazione, pari o inferiore a due volte l’importo del reddito stabilito all’art. 76 commi da 1 a 3 e 77 del Testo Unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di spese di giustizia di cui al DPR 30 maggio 2002 n. 115″.

La manovra finanziaria, invece, così si esprime: sono tenuti al pagamento del contributo unificato “le parti che sono titolari di un reddito imponibile ai fini dell’imposta personale sul reddito, risultante dall’ultima dichiarazione, superiore a tre volte l’importo previsto dall’art. 76…”.

Il richiamo NON AL REDDITO STABILITO ALL’ART 76 COMMI DA 1 A 3, bensì al solo IMPORTO di cui all’art. 76, evidenzia il differente parametro reddituale voluto dal legislatore, con l’esclusione del richiamo al secondo comma dell’art. 76 che estende al nucleo familiare il limite di reddito.

Cosicchè sarà sufficiente, nella dichiarazione di valore della causa, riportata in calce alle conclusioni, ove il reddito sia inferiore al limite suddetto, indicare l’esenzione per limiti di reddito facendo riferimento alla dichiarazione da allegare (Mod. UNICO, 730, CUD o attestazione di disoccupazione).

Il contributo è pari a Euro 18,50  per le cause fino a Euro 1.100,00

Per le cause di valore superiore è pari al 50% del contributo dovuto per le cause ordinarie secondo i relativi scaglioni.

In caso di ricorso per ingiunzione si ritiene che il contributo debba essere ulteriormente dimezzato, così come anche per l’introduzione del giudizio di opposizione al decreto ingiuntivo.

Per le cause di previdenza ed assistenza il contributo è invece dovuto nella misura fissa di Euro 37,00

La Redazione.