Contratto di somministrazione – Causale – Obbligo di specificità

cass-2521-2012

Contratto di somministrazione a tempo determinato – Causale – Obbligo di specificità – Sussiste – Onere di provare l’effettiva sussistenza della causale – Sussiste – Punte di più intensa attività cui non si può far fronte con il normale organico – Causale specifica – Sussiste

Nel contratto di somministrazione a termine l’indicazione della causale del ricorso alla somministrazione deve essere specifica. Tale può intendersi la causale “punte di più intensa attività cui non è possibile far fronte col normale organico” trattandosi di fattispecie ben nota e sperimentata nella pratica contrattuale. Ove la stessa sia addotta, rimane ferma la necessità di una verifica diretta, onde accertare l’effettiva esistenza delle esigenze cui si ricollega l’assunzione del dipendente, al fine di evitare che il ricorso alla somministrazione avvenga per causali non corrispondenti a quelle poste a giustificazione del contratto di assunzione.

Corte di Cassazione n. 2521/2012 – Est. Meliadò

Si pubblica la sentenza della Suprema Corte 24.1/21.2.2012 n. 2521 nel testo integrale. Più volte “pubblicizzata”, anche su internet, per sostenere che la stessa avrebbe sancito la possibilità di indicare “genericamente” la causale del contratto di somministrazione a termine, la stessa ribadisce, al contrario, la necessità della specificità della causale, tale potendosi peraltro intendere l’indicazione “punte di più intensa attività cui non è possibile far fronte con il normale organico” che rappresenta una fattispecie ben nota e sperimentata nella pratica contrattuale e che aveva trovato consacrazione anche nelle risalenti norme sul contratto a termine e ampia interpretazione nella pratica giurisprudenziale. Ribadisce, anzi, la Corte, l’onere di dare prova effettiva e verificare che la causale addotta non sia pretestuosa ed il lavoratore venga assunto in somministrazione per causali non corrispondenti a quella posta a giustificazione del contratto.