Categoria: Salute e Sicurezza sui Luoghi di Lavoro

Lavoratori esposti all’amianto – Risarcibilità del timore di contrarre una patologia asbesto-correlata. Sussiste

Trib-MS-400-2013

Trib-MS-401-2013

E’ risarcibile, a titolo di danno non patrimoniale per violazione di diritti di rango costituzionale, il pregiudizio di chi, esposto a polveri di amianto senza adeguati mezzi di protezione – pur disponibili – e nella consapevolezza dell’imprenditore dei pericoli connessi all’esposizione, conduca la propria esistenza con turbamento, ansia ed incertezza conseguenti alla coscienza del rischio di contrarre grave patologia correlata all’esposizione subita.

Il pregiudizio è ancor più grave allorchè tale turbamento venga accresciuto dall’insorgere di patologia asbesto-correlata

L’esistenza (danno conseguenza) di tale turbamento può essere desunta dalla presa di coscienza delle condotte omissive datoriali e dell’intervenuta malattia e del decesso di diversi colleghi ugualmente esposti. E non è necessaria la coesistenza di un danno “dinamico-relazionale” posto che la sofferenza interiore, pur sussistente,  non determina inevitabilmente alterazioni delle abitudini di vita, per necessità contingenti o perchè l’aggrapparsi alle consuetudini quotidiane consente di non farsi annullare dalla sofferenza, o perchè non si vogliono coinvolgere nella sofferenza i familiari etc.

Tribunale di Massa, Sentenze nn. 400 e 401 / 2013 del 18-12-2013. – Est. Agostini

 

Nota di richiamo redazionale:

Sono già state pubblicate, nella rivista, le Sentenze n. 212/2013 dello stesso Tribunale di Massa – che aveva accolto la domanda di risarcimento del danno da “timore di ammalarsi” per grave esposizione all’amianto – e n. 419/2013 della Corte D’Appello di Genova, che aveva invece riformato il Tribunale di Massa ritenendo non fosse stato provato il “danno conseguenza”. Sono entrambe rintracciabili digitando “amianto” nel campo “cerca”. Si rimanda alle stesse e alle “Note” di cui sono corredate per l’esame del “thema decidendum”.

Con le sentenze qui pubblicate, il Giudice di Massa evidenzia di non essersi affatto convinto della “tesi” del proprio Giudice di appello, che affronta e critica con grande efficacia, senza “sfuggire” il tema del “danno conseguenza”, ma evidenziando come quest’ultimo ben possa dedursi in via presuntiva, tenuto conto della presa di coscienza, da parte del lavoratore esposto all’amianto, della intensità dell’inadempimento datoriale (esposizione ad amianto per valori multipli di oltre dieci volte a quelli poi stabiliti come “valori-soglia”)  e delle gravissime conseguenze (l’intervenuta malattia e la morte di diversi colleghi di lavoro).

Due sentenze coraggiose (che differiscono perchè, in un caso, al “timore” di ammalarsi ha fatto anche seguito l’effettiva patologia asbesto-correlata) che testimoniano la possibilità, anche per il Giudice, di trarre presunzioni e argomenti di prova dall’effettivo ascolto e dal contatto diretto ed umano con le parti, rendendo la Giustizia maggiormente vicina ai cittadini.

Come di consueto la rivista darà conto dei futuri esiti di questi giudizi.

Nel frattempo anche la sentenza della Corte D’Appello di Genova è stata impugnata per cassazione.

Lavoratori esposti all’amianto – Risarcibilità del timore di contrarre una patologia asbesto-correlata. Limiti

Cdapp-Ge-419-2013

Per la risarcibilità - a titolo di danno non patrimoniale per violazione di diritti di rango costituzionale – del pregiudizio di chi, esposto a polveri di amianto senza adeguati mezzi di protezione, conduca la propria esistenza con turbamento, ansia ed incertezza conseguenti alla coscienza del rischio di contrarre grave patologia correlata all’esposizione subita, è necessario che tale turbamento, ansia ed incertezza si manifestinocon segni esteriori visibili ed accertabili,  e che il danno, quale “danno conseguenza”, sia rigorosamente allegato e provato in maniera specifica, con riferimento alle diverse manifestazioni tra soggetto e soggetto.

Corte D’Appello di Genova, Sent. 419/2013, Est. Bellè

Con una nota di Maurizio Manna

nota dell’Avv Maurizio Manna

Con una nota di Lorenzo Calvani

Nota dell’Avv Lorenzo Calvani

Sul diritto di astensione dal lavoro della lavoratrice madre

Nota Min. Lav. 7553

Nota Min. Lav. n. 7553 – Astensione dal lavoro lavoratrice madre

Stage – Obbligo della visita preventiva – Non sussiste

Interpello Min. Lav. n. 1/2013

Interpello Min. Lav. 1:2013 – Vistita preventiva stagista