Categoria: Soministrazione di Lavoro

Utilizzabilita’, nel successivo processo, delle prove assunte in un precedente giudizio tra le stesse parti e nel rispetto del contraddittorio, anche se tale precedente giudizio sia stato definito con pronunzia di inammissibilità

Trib-FI-252-15

Il Giudice può utilizzare, nel successivo giudizio, le prove già assunte in un precedente processo tra le stesse parti che si sia concluso con una pronuncia di inammissibilità della domanda, purchè tali prove siano state assunte in maniera legittima e nel rispetto del contraddittorio tra le parti.

Tribunale di Firenze – Sent. n. 252/2015 – Est. Davia

CONTRATTO DI SOMMINISTRAZIONE – SPECIFICITA’ DELLA CAUSALE

Il Contratto di somministrazione di lavoro  deve indicare, a pena di nullità, le ragioni della somministrazione; con un grado di specificazione tale da consenire la verifica dell’effettività delle stesse e del loro rientrare nella tipologia di ragioni cui è legata la legittimità del contratto. L’indicazione, pertanto, non può essere tautologica, o generica, non può risolversi in una perifrasi della norma ma deve esplicitare il collegamento tra la previsione astratta e la situazione concreta (fattispecie relativa ad un contratto di somministrazione per punte di maggiore produttività per acquisizione di nuove commesse e lancio di un nuovo prodotto, di cui era risultato provato solo il lancio di nuovo prodotto; causale non utilizzabile, tuttavia, ai fini della somministrazione, essendovi una sfasatura di circa un anno e mezzo tra il fatto e l’instaurazione del rapporto).

Cass. Sez. Lav.  Sent. 3 aprile 2013 n. 8120, Pres.: Amoroso, Est.: Curzio

Clausole limitative delle assunzioni nelle imprese pubbliche – Affidatari di appalti “in house”

Trib-FI-31-2013

Imprese a totale partecipazione pubblica – Imprese affidatarie di appalti “in house” senza svolgimento di gara – Limitazione alla disciplina delle assunzioni – Art. 18 commi I e  II bis L. 133/2008 – Contratto di somministrazione nullo – Costituzione di un rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato con la società pubblica utilizzatrice – Inammissibilità connessa ai limiti imposti dalla displina pubblicistica delle assunzioni – Non sussiste

Contratto di somministrazione nullo – Causale generica – Sussiste – Risarcimento del danno – Applicazione dell’art. 32 L. 183/2010 al contratto di somministrazione irregolare – Non sussiste – Risarcimento pari alle retribuzioni dal recesso alla riammissione in servizio – Sussiste

Tribunale di Firenze Sent. n. 31 del 10.1.2013. Est. Santoni Rugiu

Per fattispecie analoghe V. Trib. di Massa nn. 2 e 3/2013 e Trib. Lucca 10/1/2013  in questa stessa rivista (reperibili digitando “in house” nel campo “cerca”)

Contratto per la fornitura di lavoro temporaneo (oggi somministrazione di lavoro) – Applicabilità dell’art. 32, L. n. 183/2010 – Limitazione delle conseguenze sanzionatorie – Sussiste

Cass. 17.1.2013, n. 1148 (Commento a cura di Francesco Alvaro)

Con la pronuncia che si pubblica, riferita alla fattispecie della fornitura di lavoro temporaneo, di cui alla L. n. 196/1997, divenuta poi somministrazione di lavoro (artt. 20 e ss, D.lgs. n. 276/2003), la Suprema Corte di Cassazione ha ritenuto che, giusta la previsione dell’art. 10, comma 2, della predetta L n. 196/1997, si determina un’ipotesi di conversione del contratto, da tempo determinato, alle dipendeze del fornitore, a tempo indeterminato alla dipendenze dell’utilizzatore.

L’esistenza della conversione comporta l’applicazione dell’art. 32, comma 5. L. n. 183/2010, in tema di effetti sanzionatori connessi e conseguenti alla conversione del rapporto, conseguente all’illegittima apposizione del termine al contratto di lavoro.

In presenza di simile pronunciamento, molto interessante diviene comprendere se il principio possa trovare appalicazione anche rispetto alla fattispecie della somministrazione di lavoro.

Infatti, nessun dubbio che la sanzione conseguente all’illegittimo utilizzo del contratto per la fornitura di lavoro temporaneo fosse rappresentato dalla conversione del contratto. Ai sensi dell’art. 10, comma 2, della L. n. 196/1997, infatti: “Il lavoratore che presti la sua attività a favore dell’impresa utilizzatrice si considera assunto da quest’ultima con contratto di lavoro a tempo indeterminato.

Nel caso della somministrazione irregolare, invece, prevista e disciplinata dall’art. 27, D.lgs. n. 276/2003, si prevede il diritto, in capo al lavoratore, di rivendicare ed ottenere la costituzione di un rapporto di lavoro a tempo indeterminato alle dipendeze del soggetto utilizzatore: “il lavoratore puo’ chiedere, mediante
ricorso giudiziale a norma dell’articolo 414 del codice di procedura civile, notificato anche soltanto al soggetto che ne ha utilizzato la prestazione, la costituzione di un rapporto di lavoro alle dipendenze di quest’ultimo, con effetto dall’inizio della somministrazione”
.

Tanto è vero che si sono registrate pronunce di merito che hanno escluso l’esistenza di un’ipotesi di conversione rispetto alla previsione dell’art. 27, d.lgs. n. 276/2003 (v. Trib. Bergamo 14.1.2013, pubblicata su questa rivista nella categoria giurisprudenza – somministrazione di lavoro).

Cass 1148 2013