Categoria: Pubblico Impiego

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO E CONSIGLIO DI STATO – OBBLIGO DI SINTETICITA’ DEGLI ATTI

principio-di-sinteticità

Si pubblica la nota del Presidente del TAR Toscana con la quale, richiamando le sentenze TAR Toscana 1688/2015 e Consiglio di Stato 3372/2016, viene confermato che la violazione del principio di sinteticità degli atti ed in particolare del decreto del 25 maggio 2015 (in Gazzetta ufficiale del 5 giugno 2015) del Presidente del Consiglio di Stato (che stabilisce in 30 pagine il limite massimo di lunghezza degli atti salvo casi eccezionali che devono essere preventivamente autorizzati dal Presidente della Sezione competente o dal magistrato delegato con speciale procedura) comporta l’esonero del Giudice dalla trattazione delle questioni dedotte nelle pagine eccedenti il limite, nonchè rileva ai fini della liquidazione delle spese di giudizio.

 

Mobilità tra società controllate pubbliche – natura – limiti della riallocabilità del lavoratore – operatività della disposizione

Trib-LI-ord-28-4-2014

Processi di mobilità di personale tra societa’ controllate direttamente o indirettamente dalle pubbliche amministrazioni. Art. 1 commi 564 e ss L. 147/2013 (Finanziaria per il 2014).

La norma presuppone che vi sia una società controllata con personale in eccedenza e una o più società controllate con fabbisogno di personale. Non si tratta pertanto di un ‘diritto soggettivo’ dei dipendenti della società con personale in esubero ma di mera ‘aspettativa’ condizionata alla sussistenza di  fabbisogno di personale in altre società controllate. Il fabbisogno deve essere relativo a personale della stessa categoria e qualifica e da collocare con rapporto di lavoro a tempo indeterminato,  non essendo altrimenti possibile l’applicazione dell’art. 2112 c.c. prescritto dalla norma. L’aspettativa alla riallocazione sussiste, allorchè il lavoratore in esubero sia inserito nella relativa graduatoria, anche se il rapporto di lavoro con l’impresa di provenienza sia venuto a cessare, posto che la norma parla di ‘processi di mobilità di personale anche in servizio’ presupponendo quindi la propria applicazione anche in caso di personale con rapporto di lavoro non più in atto.

Tribunale di Livorno, Ord. 28.4.2014,  Est. Civinini

Contratto a tempo determinato nel pubblico impiego – Illegittima successione di contratti e sanzione del solo risarcimento del danno – Condizioni di compatibilità della legislazione nazionale (art. 36, d.lgs. n. 165/2001) con i principi della Direttiva Cee n. 1999/70/Cee

L’accordo quadro sul lavoro a tempo determinato, concluso il 18 marzo 1999, che figura in allegato alla direttiva 1999/70/CE del Consiglio, del 28 giugno 1999, relativa all’accordo quadro CES, UNICE e CEEP sul lavoro a tempo determinato, dev’essere interpretato nel senso che esso osta ai provvedimenti previsti da una normativa nazionale, quale quella oggetto del procedimento principale, la quale, nell’ipotesi di utilizzo abusivo, da parte di un datore di lavoro pubblico, di una successione di contratti di lavoro a tempo determinato, preveda soltanto il diritto, per il lavoratore interessato, di ottenere il risarcimento del danno che egli reputi di aver sofferto a causa di ciò, restando esclusa qualsiasi trasformazione del rapporto di lavoro a tempo determinato in un rapporto di lavoro a tempo indeterminato, quando il diritto a detto risarcimento è subordinato all’obbligo, gravante su detto lavoratore, di fornire la prova di aver dovuto rinunciare a migliori opportunità di impiego, se detto obbligo ha come effetto di rendere praticamente impossibile o eccessivamente difficile l’esercizio, da parte del citato lavoratore, dei diritti conferiti dall’ordinamento dell’Unione.

Spetta al giudice del rinvio valutare in che misura le disposizioni di diritto nazionale volte a sanzionare il ricorso abusivo, da parte della pubblica amministrazione, a una successione di contratti o rapporti di lavoro a tempo determinato siano conformi a questi principi.

Corte di Giustizia 2013 12 12 C 50

 

COMPORTAMENTO ANTISINDACALE – MANCATA CONVOCAZIONE DI UN SINDACATO FIRMATARIO DEL CCNL E DELLE RSU PER DISCUTERE DI MATERIA OGGETTO DI CONTRATTAZIONE DECENTRATA

Trib-MS-ord-23-12-13

 

La sottoscrizione di un accordo relativo a materia che, in un Ente Pubblico, deve costituire oggetto di contrattazione decentrata a livello di ente, effettuata mediante la raccolta “alla spicciolata” delle firme di alcune sigle sindacali “a mo’ di mera ratifica dell’operato del dirigente”, e senza convocazione e della RSU e di una delle sigle sindacali firmatarie del contratto collettivo  – mediante comunicazione effettuata con congruo preavviso – costituisce comportamento antisindacale, mortificando la dialettica sindacale con l’imposizione illegittima di una determinazione unilaterale.

Tribunale di Massa – Ordinanza 23 dicembre 2013 – Est. Agostini

 

Società per azioni a capitale pubblico locale – Illegittimità del contratto a termine e diritto alla conversione del rapporto

Nei confronti delle Società per azioni a capitale pubblico locale (art. 17, comma 58, L. 15 maggio 1997 n. 127) opera l’ordinario regime privatistico relativo alle conseguenze dell’illegittima apposizione al contratto di lavoro a tempo determinato e, pertanto, trova applicazione il diritto al riconoscimento di un rapporto di lavoro a tempo indeterminato

Cass. 18 ottobre 2013, n. 23702 (conf. C.App. Firenze, 3 novembre 2009)

Sentenza 18 ottobre 2013 n. 23702