Categoria: IV. NORMATIVA CIRCOLARI E INTERPELLI

impresa non soggetta a fallimento – necessità di accertamento ai fini inps (Fondo di garanzia) – compensazione delle spese

trib-ch-28-7-2015

Accertata la non assoggettabilità dell’impresa al fallimento per credito azionato inferiore alla soglia di fallibilità, l’istanza di fallimento va respinta ma le spese vanno compensate stante l’orientamento del Giudice del Lavoro in punto di necessità dell’attivazione della procedura prefallimentare per i benefici previdenziali a carico INPS

Tribunale di Chieti – Decreto 28 luglio 2015 – Est. Valletta

 

Nota redazionale:

La pronunzia non è di Giudice toscano, ma vale la pena pubblicarla ugualmente per l’effettivo riconoscimento dell’inopportunità di gravare delle spese – anche in caso di resistenza del fallendo – il lavoratore costretto a instaurare la procedura prefallimentare se non altro per accedere ai benefici INPS

Pronta disponibilità presso le ASL – Diritti conseguenti – Pronta disponibilità passiva oltre i limiti contrattuali – Diritto al risarcimento del danno (non patrimoniale) per usura psico-fisica – limiti – Pronta disponibilità attiva – Prestazione lavorativa oltre il sesto giorno – Diritto a al risarcimento del danno (non patrimoniale) per perdita del riposo settimanale – Dimostrazione del concreto pregiudizio patito ai fini del risarcimento del danno non patrimoniale – Necessità

trib-gr-sent-182-2017

 

Pronta disponibilità presso le ASL. Diritti conseguenti

Pronta disponibilità passiva prestata oltre i limiti stabiliti dal contratto collettivo – Diritto al risarcimento del danno (non patrimoniale) per l’usura psico-fisica patita in conseguenza dell’impossibilità di organizzare il proprio tempo libero e recuperare le energie psico-fisiche – Limiti

Pronta disponibilità attiva – Prestazione lavorativa oltre il sesto giorno – Diritto al risarcimento del danno (non patrimoniale) per il mancato godimento del riposo settimanale

Danno non patrimoniale – Dimostrazione del concreto pregiudizio patito mediante prove dirette e presunzioni semplici – Necessità

Nelle ASL, il regime di “pronta disponibilità” (consistente nella necessità di essere immediatamente reperibile e in condizioni di raggiungere nel più breve tempo possibile il luogo di lavoro), ove non vi sia chiamata e la prestazione lavorativa non venga richiesta (cd. disponibilità passiva) non è equiparabile ad effettiva prestazione lavorativa. Conseguentemente dà diritto alle prestazioni previste dal CCNL applicato (trattamento economico e riposo compensativo – solo su richiesta esplicita del lavoratore – senza riduzione del debito orario e pertanto con necessità di recuperare negli altri giorni della settimana le ore non lavorate nel giorno di riposo). Ove la “pronta disponibilità”, peraltro, venga prestata oltre i limiti previsti dalla contrattazione collettiva (10 ore mensili) essa da diritto risarcimento del danno (non patrimoniale) per l’usura psico-fisica conseguente all’impossibilità di organizzare il proprio tempo libero e recuperare in pieno le energie psico-fisiche

Nelle ASL, ove al regime di “pronta disponibilità” consegua effettiva chiamata (cd. disponibilità attiva), la prestazione lavorativa svolta oltre il sesto giorno lavorato ed altresì nei giorni successivi dà diritto al risarcimento del danno (non patrimoniale)  per compensare la maggiore gravosità della prestazione senza usufruire del risposo settimanale.

In entramni i casi si rientra nelle categorie dell’indennizzo del danno non patrimoniale, per il quale non è sufficiente che sia provata la sola prestazione, ma è necessario che sia dedotto e provato – con qualsiasi mezzo comprese le presunzioni – un concreto pregiudizio patito dal titolare dell’interesse leso.

Tribunale di Grosseto, Sentenza 26 luglio 2017 n. 182/2017, Est.: Grosso

Per altri casi decisi in maniera conforme dallo stesso Tribunale di Grosseto, dal Tribunale di Massa e dalla Corte D’Appello di Genova, pubblicati su questa stessa rivista,  digitare “pronta disponibilità” nel campo “Cerca”. La presente sentenza cita altresì i precedenti della Suprema Corte in materia.

CAMBIO DI APPALTO – PASSAGGIO IMMEDIATO E DIRETTO DALLE DIPENDENZE DEL PRECEDENTE APPALTATORE ALLE DIPENDENZE DEL SUBENTRANTE – DIRITTO AL PREAVVISO O AL PAGAMENTO DELL’INDENNITA’ SOSTITUTIVA – SUSSISTE

Cass-sez-lav-24430-2015

In caso di cambio di appalto con passaggio immediato e diretto del lavoratore dalle dipendenze del precedente appaltatore alle dipendenze dell’appaltatore subentrante, il datore di lavoro recedente ha l’obbligo di comunicare al lavoratore la cessazione del rapporto nel rispetto del periodo di preavviso ovvero, in mancanza, di versare al lavoratore l’indennità sostitutiva del preavviso medesimo, ai sensi dell’art. 2118 c.c.

Cass. Sez. Lav. 14-10/1-12-2015 n. 24430 – Pres. Venuti – Est. Tricomi – P.M. Sanlorenzo (concl. conf.)

Nota:

Si pubblica la sentenza della Suprema Corte che conferma la sentenza della Corte D’Appello di Genova n. 402/2010 che aveva a sua volta riformato la sentenza di tenore opposto del Tribunale di Massa n. 463/2007

Illegittimo il collocamento in Cassa Integrazione di personale addetto a funzioni non sospese nè ridotte

tribunale FI 658-2015

 

E’ illegittimo il collocamento in Cassa Integrazione Guadagni di personale le cui prestazioni non risultano nè sospese nè ridotte, ma sono state ripartite tra altri lavoratori presenti in azienda.

Tribunale di Firenze, Sentenza n. 658/2015, Est. Davia

Fondo di garanzia INPS – intervento in favore di lavoratori dipendenti di imprese non più soggette a fallimento per decorso del termine a quo dalla cancellazione dal registro delle imprese – sussistenza – prova certa dell’insolvenza per le somme coperte dal Fondo di garanzia – Non necessità di esperire l’esecuzione forzata sicuramente negativa

sent-51-2015

 

Ove l’impresa datrice di lavoro, astrattamente assoggettabile a procedura concorsuale,  sia cancellata da oltre un anno dal Registro delle Imprese e non sia più, pertanto, possibile richiederne il fallimento, l’intervento del Fondo di Garanzia per i crediti retributivi non pagati può essere fatto valere dal lavoratore  sulla base delle norme che ne disciplinano l’intervento per i dipendenti delle imprese non soggette al fallimento.

Ove sussista prova certa che l’azione esecutiva nei confronti dei soggetti obbligati non sarebbe in grado di coprire gli importi garantiti dal Fondo di Garanzia, quest’ultimo è tenuto all’intervento senza necessità, per il lavoratore, di esperire ulteriori inutili azioni esecutive di cui risulta certo il carattere vano

Tribunale di Firenze, Sentenza n. 51/2015, Est. Santoni Rugiu