Categoria: II. FORO TOSCANO

ordinanza di separazione di cause nella quale si rigetta eccezione di inammissibilità – contenuto sostanziale di sentenza – ammissibilità dell’appello – introduzione con rito ordinario di controversia da trattare con rito Fornero – Inammissibilità del ricorso – Non sussiste – Mutamento del rito in Rito Fornero – Necessità

c-d-app-fi-1236-2017

L’ordinanza che, separando le cause e disponendo il mutamento del rito per la domanda relativa all’illegittimità del recesso sanzionabile ai sensi dell’art. 18 L. 300/1970, respinge la richiesta di pronunzia di inammissibilità della domanda perchè non introdotta con Rito Fornero ha contenuto sostanziale di sentenza e può essere impugnata mediante appello.

In caso di introduzione con rito ordinario di giudizio da trattare con Rito Fornero, la domanda non è inammissibile ma il Giudice, applicando il principio di conservazione del processo, deve mutare il rito e proseguire il Giudizio con Rito Fornero

Corte D’Appello di Firenze, Sent. 5.12.2017 n. 1236/2017 – Est. Nisticò

 

Appalto irregolare di mere prestazioni lavorative, natura subordinata del rapporto, illegittimità del licenziamento verbale – Fattispecie

trib-fi-6-12-2017

E’ illecito l’appalto allorchè il servizio appaltato non appare nemmeno astrattamente idoneo a rendere un risultato produttivo autonomo.

Ove ravvisabili di fatto gli indici della subordinazione il rapporto deve essere dichiarato di natura subordinata.

L’allontanamento verbale da parte del fittizio appaltatore si qualifica come licenziamento verbale invalido da parte del ‘reale’ datore di lavoro

Tribunale di Firenze – Ordinanza 6 dicembre 2017 – Est. Davia

Necessità di considerare ai fini pensionistici i periodi non lavorati in regime di part time verticale

trib-fi-829-2017

In caso di lavoro part time ‘verticale’ (comprendente periodi dell’anno in cui non viene prestata alcuna attività lavorativa) l’anzianità maturata ai fini del calcolo del diritto alla pensione deve ricomprendere i periodi di lavoro non prestato, applicando i principi enunciati dalla Corte Europea di Giustizia nella sentenza n. 395 del 2010 e ripresi dalla Suprema Corte dei Cassazione (Sez. Lav. n. 8565/2016)

Tribunale di Firenze, sentenza 10.10.2017 n. 829, Est. Torcini

impresa non soggetta a fallimento – necessità di accertamento ai fini inps (Fondo di garanzia) – compensazione delle spese

trib-ch-28-7-2015

Accertata la non assoggettabilità dell’impresa al fallimento per credito azionato inferiore alla soglia di fallibilità, l’istanza di fallimento va respinta ma le spese vanno compensate stante l’orientamento del Giudice del Lavoro in punto di necessità dell’attivazione della procedura prefallimentare per i benefici previdenziali a carico INPS

Tribunale di Chieti – Decreto 28 luglio 2015 – Est. Valletta

 

Nota redazionale:

La pronunzia non è di Giudice toscano, ma vale la pena pubblicarla ugualmente per l’effettivo riconoscimento dell’inopportunità di gravare delle spese – anche in caso di resistenza del fallendo – il lavoratore costretto a instaurare la procedura prefallimentare se non altro per accedere ai benefici INPS

Licenziamento in cooperativa ed esclusione del socio

cass-su-27436-2017

Licenziamento del socio di cooperativa ed esclusione  – Possibilità di impugnazione distinta dei provvedimenti ed altresì di impugnare uno soltanto degli stessi senza impugnazione dell’altro – Limiti – Conseguenze.

Cassazione civile – Sezioni Unite – Sentenza 10 ottobre / 20 novembre 2017 – Presidente Rordorf, Relatore Perrino