Categoria: Retribuzione

Pronta disponibilità presso le ASL – Diritti conseguenti – Pronta disponibilità passiva oltre i limiti contrattuali – Diritto al risarcimento del danno (non patrimoniale) per usura psico-fisica – limiti – Pronta disponibilità attiva – Prestazione lavorativa oltre il sesto giorno – Diritto a al risarcimento del danno (non patrimoniale) per perdita del riposo settimanale – Dimostrazione del concreto pregiudizio patito ai fini del risarcimento del danno non patrimoniale – Necessità

trib-gr-sent-182-2017

 

Pronta disponibilità presso le ASL. Diritti conseguenti

Pronta disponibilità passiva prestata oltre i limiti stabiliti dal contratto collettivo – Diritto al risarcimento del danno (non patrimoniale) per l’usura psico-fisica patita in conseguenza dell’impossibilità di organizzare il proprio tempo libero e recuperare le energie psico-fisiche – Limiti

Pronta disponibilità attiva – Prestazione lavorativa oltre il sesto giorno – Diritto al risarcimento del danno (non patrimoniale) per il mancato godimento del riposo settimanale

Danno non patrimoniale – Dimostrazione del concreto pregiudizio patito mediante prove dirette e presunzioni semplici – Necessità

Nelle ASL, il regime di “pronta disponibilità” (consistente nella necessità di essere immediatamente reperibile e in condizioni di raggiungere nel più breve tempo possibile il luogo di lavoro), ove non vi sia chiamata e la prestazione lavorativa non venga richiesta (cd. disponibilità passiva) non è equiparabile ad effettiva prestazione lavorativa. Conseguentemente dà diritto alle prestazioni previste dal CCNL applicato (trattamento economico e riposo compensativo – solo su richiesta esplicita del lavoratore – senza riduzione del debito orario e pertanto con necessità di recuperare negli altri giorni della settimana le ore non lavorate nel giorno di riposo). Ove la “pronta disponibilità”, peraltro, venga prestata oltre i limiti previsti dalla contrattazione collettiva (10 ore mensili) essa da diritto risarcimento del danno (non patrimoniale) per l’usura psico-fisica conseguente all’impossibilità di organizzare il proprio tempo libero e recuperare in pieno le energie psico-fisiche

Nelle ASL, ove al regime di “pronta disponibilità” consegua effettiva chiamata (cd. disponibilità attiva), la prestazione lavorativa svolta oltre il sesto giorno lavorato ed altresì nei giorni successivi dà diritto al risarcimento del danno (non patrimoniale)  per compensare la maggiore gravosità della prestazione senza usufruire del risposo settimanale.

In entramni i casi si rientra nelle categorie dell’indennizzo del danno non patrimoniale, per il quale non è sufficiente che sia provata la sola prestazione, ma è necessario che sia dedotto e provato – con qualsiasi mezzo comprese le presunzioni – un concreto pregiudizio patito dal titolare dell’interesse leso.

Tribunale di Grosseto, Sentenza 26 luglio 2017 n. 182/2017, Est.: Grosso

Per altri casi decisi in maniera conforme dallo stesso Tribunale di Grosseto, dal Tribunale di Massa e dalla Corte D’Appello di Genova, pubblicati su questa stessa rivista,  digitare “pronta disponibilità” nel campo “Cerca”. La presente sentenza cita altresì i precedenti della Suprema Corte in materia.

Fondo di garanzia per il pagamento delle ultime retribuzioni – Termine entro il quale devono rientrare le ultime retribuzioni non pagate

trib-po-246-2016

La richiesta rivolta dal lavoratore all’Ispettorato del lavoro volta ad ottenere l’emissione di diffida accertativa relativa al credito retributivo, costituisce anch’essa atto con il quale il lavoratore agisce allo scopo di procurarsi un titolo esecutivo idoneo a fondare l’istanza di fallimento (o altra procedura concorsuale) o ad esperire un’esecuzione forzata con esito negativo. L’art. 1 del Dlgs 80/1992 deve quindi essere interpretato, in maniera costituzionalmente orientata, nel senso che sia dovuto l’intervento del Fondo di garanzia per la copertura delle ultime retribuzioni non versate qualora queste ultime rientrino nell’anno che precede la richiesta di intervento all’Ispettorato del Lavoro, a condizione che via sia stretta consequenzialità giuridico temporale tra l’iniziativa del lavoratore ed i successivi atti necessari per addivenire alla procedura concorsuale o all’esecuzione forzata.

Tribunale Prato, 29 novembre 2016 n. 246, Est.: Barracca

Fondo di garanzia INPS – Somme accertate giudizialmente al netto di contributi ed imposte – Pagamento da parte dell’INPS con applicazione delle ritenute di legge sull’importo accertato al netto – Illegittimità

Trib-MS-4-3-15

Allorchè, mediante pronunzia giudiziale, le spettanze retributive e per TFR del lavoratore siano accertate in un importo determinato già al netto dell’imposta e della contribuzione, non è consentito all’INPS operare una seconda volta le ritenute sull’importo netto spettante al lavoratore. Essendo calcolato, infatti, l’importo netto, in stretta correlazione con l’importo lordo, risulta ‘implicito’ nella pronunzia giudiziale che accerta l’importo netto l’accertamento dell’importo lordo spettante, con conseguente possibilità, per l’INPS, di operare le ritenute di legge sull’importo lordo da cui l’importo netto è stato derivato.

Trubunale di Massa – Sentenza 4.3.2015 – Est. Agostini

Fondo di garanzia INPS – intervento in favore di lavoratori dipendenti di imprese non più soggette a fallimento per decorso del termine a quo dalla cancellazione dal registro delle imprese – sussistenza – prova certa dell’insolvenza per le somme coperte dal Fondo di garanzia – Non necessità di esperire l’esecuzione forzata sicuramente negativa

sent-51-2015

 

Ove l’impresa datrice di lavoro, astrattamente assoggettabile a procedura concorsuale,  sia cancellata da oltre un anno dal Registro delle Imprese e non sia più, pertanto, possibile richiederne il fallimento, l’intervento del Fondo di Garanzia per i crediti retributivi non pagati può essere fatto valere dal lavoratore  sulla base delle norme che ne disciplinano l’intervento per i dipendenti delle imprese non soggette al fallimento.

Ove sussista prova certa che l’azione esecutiva nei confronti dei soggetti obbligati non sarebbe in grado di coprire gli importi garantiti dal Fondo di Garanzia, quest’ultimo è tenuto all’intervento senza necessità, per il lavoratore, di esperire ulteriori inutili azioni esecutive di cui risulta certo il carattere vano

Tribunale di Firenze, Sentenza n. 51/2015, Est. Santoni Rugiu

Centro unico di imputazione del rapporto di lavoro – licenziamento collettivo

Trib-ms-124-2014

Pluralità di società – Centro unico di imputazione del rapporto di lavoro – Requisiti per il relativo accertamento – Conseguente accertamento del requisito dimensionale di impresa assoggettata a “tutela reale” – licenziamento di cinque lavoratori nell’arco di 120 giorni riconducibile alla medesima causale – violazione dell’obbligo di procedere al recesso secondo la disciplina dei licenziamenti collettivi

Tribunale di Massa – Sent. n. 124 / 2014 – Est. Agostini

 

Nota: nella sentenza, il Giudice, oltre a richiamare i requisiti stabiliti dalla Suprema Corte ai fini dell’accertamento della sussistenza di un unico centro di imputazione dei rapporti di lavoro, a fronte di una pluralità di soggetti giuridici, sembra voler porre l’accento anche sull’intento “fraudolento” sotteso al “frazionamento” (lo scopo di evitare l’assoggettamento alla c.d. “tutela reale”). Tuttavia, affrontando il caso concreto, così come avviene per la maggior parte dei casi esaminati dalla più recente giurisprudenza, non si sofferma particolarmente su tale aspetto “intenzionale” e pare, piuttosto, darlo per “presupposto”, ponendo maggiormente l’accento sugli elementi distintivi.