Categoria: Associazione in partecipazione

Associazione in partecipazione – Definizione

Associazione in partecipazione – Distinzione tra associazione in partecipazione e rapporto di lavoro subordinato –  Criteri

La riconducibilità del rapporto di lavoro allo schema dell’associazione in partecipazione o  a quello del  lavoro subordinato  esige un’ indagine del giudice di merito volta a cogliere la prevalenza, alla stregua delle modalità di attuazione in  concreto del rapporto, degli elementi che caratterizzano i due contratti.

In tale indagine deve tenersi conto in particolare che,  mentre il primo contratto implica l’obbligo del rendiconto periodico dell’associante e l’esistenza per l’associato di un rischio (non limitato alla perdita della retribuzione, con salvezza del diritto alla retribuzione minima proporzionata alla quantità e qualità del lavoro), il rapporto di lavoro subordinato implica un effettivo vincolo di subordinazione, più ampio del generico potere dell’associante d’impartire direttive ed istruzioni al cointeressato all’impresa.

Quando, durante lo svolgimento del rapporto le parti stesse, attraverso fatti concludenti, mostrano di aver mutato intenzione e di essere passate ad un effettivo assetto di interessi corrispondente a quello della subordinazione, il giudice di merito deve, a tal fine, attribuire valore prevalente, rispetto al “nomen iuris” adoperato in sede di conclusione del contratto, al comportamento tenuto dalle parti nell’attuazione del rapporto stesso (fattispecie in cui il Tribunale ha ritenuto decisivo non tanto escludere la ricorrenza degli elementi peculiari dell’associazione in partecipazione, quanto accertare positivamente la ricorrenza degli elementi peculiari del rapporto di lavoro subordinato, in particolare l’assoggettamento del prestatore al potere direttivo e disciplinare del datore del lavoro, oltre all’inserimento del prestatore nell’organizzazione aziendale).

Trib. Arezzo - Sentenza 5/06/09 n. 302 – Est.  dott.ssa Afeltra