Categoria: Mobbing

Mobbing – Risarcimento del danno

Mobbing – Caratteristiche – Risarcimento del solo danno differenziale, anche in assenza di un indennizzo liquidato dall’INAIL

Il mobbing consiste in quella condotta sistematica e ripetuta nel tempo che si risolve in reiterati comportamenti ostili che finiscono per assumere forme di prevaricazione, da cui consegue la mortificazione morale e l’emarginazione del dipendente, con effetto lesivo del suo equilibrio psico-fisico. Ai fini della configurabilità delle condotta lesiva del datore sono pertanto rilevanti: a) la molteplicità dei comportamenti a carattere persecutorio posti in essere in modo sistematico e prolungato nel tempo; b) l’evento lesivo sulla salute del dipendente; c) il nesso eziologico tra la condotta datoriale e il pregiudizio all’integrità psico-fisica; d) la prova dell’elemento soggettivo (nel caso di specie, il Giudice ha ritenuto sussistente la condotta mobbizzante del datore, consistita in particolare nell’isolamento, demansionamento ed infine trasferimento del dipendente, nonché in ingiurie e appostamenti sotto casa, il tutto durato per un periodo superiore a sei mesi).

In ordine alle conseguenze della condotta datoriale, il dipendente ha diritto al solo danno differenziale, atteso che le prestazioni INAIL devono considerarsi irrinunciabili. Il danno differenziale ricorre esclusivamente quando sussistano i seguenti presupposti: a) configurabilità di un reato perseguibile d’ufficio; b) sussistenza e permanenza della responsabilità civile del datore di lavoro ex art 2087 C.C.; c) intervenuta liquidazione INAIL o comunque astratta possibilità di una liquidazione, se non intervenuta; d) superiorità del risarcimento civilistico rispetto all’indennità riconosciuta eventualmente dall’INAIL.

Nei casi in cui, pur sussistendo in astratto i presupposti di operatività ex lege del meccanismo assicurativo, al momento del giudizio non vi sia un indennizzo già liquidato dall’INAIL, si deve dunque riconoscere al lavoratore il solo danno differenziale, in base al richiamo di cui all’art. 10 T.U. INAIL, dal momento che non può imputarsi al datore di lavoro il risarcimento del danno per l’intero, per fatto imputabile al danneggiato che non abbia coltivato le sue ragioni presso l’INAIL

Trib.Arezzo  – Sentenza 5/05/09 n. 266 – Est. Afeltra