Categoria: Contributi previdenziali

Necessità di considerare ai fini pensionistici i periodi non lavorati in regime di part time verticale

trib-fi-829-2017

In caso di lavoro part time ‘verticale’ (comprendente periodi dell’anno in cui non viene prestata alcuna attività lavorativa) l’anzianità maturata ai fini del calcolo del diritto alla pensione deve ricomprendere i periodi di lavoro non prestato, applicando i principi enunciati dalla Corte Europea di Giustizia nella sentenza n. 395 del 2010 e ripresi dalla Suprema Corte dei Cassazione (Sez. Lav. n. 8565/2016)

Tribunale di Firenze, sentenza 10.10.2017 n. 829, Est. Torcini

Fondo di garanzia per il pagamento delle ultime retribuzioni – Termine entro il quale devono rientrare le ultime retribuzioni non pagate

trib-po-246-2016

La richiesta rivolta dal lavoratore all’Ispettorato del lavoro volta ad ottenere l’emissione di diffida accertativa relativa al credito retributivo, costituisce anch’essa atto con il quale il lavoratore agisce allo scopo di procurarsi un titolo esecutivo idoneo a fondare l’istanza di fallimento (o altra procedura concorsuale) o ad esperire un’esecuzione forzata con esito negativo. L’art. 1 del Dlgs 80/1992 deve quindi essere interpretato, in maniera costituzionalmente orientata, nel senso che sia dovuto l’intervento del Fondo di garanzia per la copertura delle ultime retribuzioni non versate qualora queste ultime rientrino nell’anno che precede la richiesta di intervento all’Ispettorato del Lavoro, a condizione che via sia stretta consequenzialità giuridico temporale tra l’iniziativa del lavoratore ed i successivi atti necessari per addivenire alla procedura concorsuale o all’esecuzione forzata.

Tribunale Prato, 29 novembre 2016 n. 246, Est.: Barracca

Prestazioni INPS – anticipazione a carico del datore di lavoro – insolvenza del datore di lavoro – insussistenza di onere di costituzione in mora – presentazione moduli e-mens – prova del pagamento – insussistenza

APP-FI-424-2015

Qualora il datore di lavoro, a causa della propria insolvenza, non provveda ad anticipare trattamenti previdenziali INPS (nella fattispecie trattamento di malattia ed assegni del nucleo familiare), l’INPS è tenuto direttamente al pagamento senza che il lavoratore sia onerato di costituire in mora, mese per mese, lo stesso datore di lavoro per l’omesso pagamento.

Ove il datore di lavoro abbia ‘compensato’ nei modelli E-mens presentati all’INPS il trattamento (come se avesse pagato), ciò non costituisce prova dell’effettivo pagamento dei trattamenti nei confronti del lavoratore.

Corte D’Appello di Firenze, Sent. 30.6.2015 n. 424, Pres.: Nisticò, Est.: Nuvoli

Fondo di garanzia INPS – Somme accertate giudizialmente al netto di contributi ed imposte – Pagamento da parte dell’INPS con applicazione delle ritenute di legge sull’importo accertato al netto – Illegittimità

Trib-MS-4-3-15

Allorchè, mediante pronunzia giudiziale, le spettanze retributive e per TFR del lavoratore siano accertate in un importo determinato già al netto dell’imposta e della contribuzione, non è consentito all’INPS operare una seconda volta le ritenute sull’importo netto spettante al lavoratore. Essendo calcolato, infatti, l’importo netto, in stretta correlazione con l’importo lordo, risulta ‘implicito’ nella pronunzia giudiziale che accerta l’importo netto l’accertamento dell’importo lordo spettante, con conseguente possibilità, per l’INPS, di operare le ritenute di legge sull’importo lordo da cui l’importo netto è stato derivato.

Trubunale di Massa – Sentenza 4.3.2015 – Est. Agostini

Obbligo di iscrizione nella Gestione Commercianti

ATTIVITA’ DELLA SOCIETA’ DI TIPO COMMERCIALE – INESISTENZA DELLO SVOLGIMENTO DI ATTIVITA’ LAVORATIVA, DA PARTE DEL TITOLARE DELL’AZIENDA, AVENTE I CARATTERI DELL’ABITUALITA’ E DELLA PREVALENZA – OBBLIGO DI ISCRIZIONE ALLA GESTIONE COMMERCIANTI – NON SUSSISTE

 

Trib. Firenze n. 629-2013