Categoria: Lavoro in cooperativa

Licenziamento in cooperativa ed esclusione del socio

cass-su-27436-2017

Licenziamento del socio di cooperativa ed esclusione  – Possibilità di impugnazione distinta dei provvedimenti ed altresì di impugnare uno soltanto degli stessi senza impugnazione dell’altro – Limiti – Conseguenze.

Cassazione civile – Sezioni Unite – Sentenza 10 ottobre / 20 novembre 2017 – Presidente Rordorf, Relatore Perrino

Socio di cooperativa – Impugnazione distinta dell’esclusione dalla società e del conseguente licenziamento – competenza funzionale, comunque, del giudice del lavoro – esclusione dalla società per motivi disciplinari insussistenti – cooperativa con requisiti dimensionali sufficienti all’applicazione della ‘tutela reale’ – natura disciplinare anche del connesso licenziamento ed applicazione dell’art. 18 l. 300/1970 con obbligo di reintegrazione per insussistenza del fatto

tribunale-imprese-di-firenze-ord-29-6-2016

tribunale-prato-sent-138-2017

Qualora il rapporto di lavoro del socio lavoratore di cooperativa venga risolto per motivi riguardanti la violazione degli obblighi statutari, l’impugnativa della delibera e del concorrente atto di licenziamento configura un’ipotesi di connessione di cause, aventi ad oggetto il rapporto mutualistico e quello lavorativo, anche allorchè i provvedimenti siano stati impugnati con differenti ricorsi che sono tuttavia tra loro posti in rapporto di pregiudizialità (dipendendo la legittimità del licenziamento dalla legittimità o meno dell’esclusione) sicché, in tale caso, in forza dell’art. 40, terzo comma, cod. proc. civ., è comunque competente il giudice del lavoro davanti al quale le cause devono essere rimesse e riunite.

La declaratoria di incompetenza del Tribunale ordinario in favore del Tribunale delle Imprese (non istituito presso il Tribunale remittente) non impedisce al Tribunale delle Imprese di rimettere la causa al Tribunale in funzione di Giudice del Lavoro, anche presso la stessa sede del Tribunale già in precedenza remittente, trattandosi, nella fattispecie, di remissione a TERZO giudice rispetto a quello ordinario già remittente

Tribunale di Firenze, Sezione Specializzata delle Imprese, Ordinanza 29.6.2016 Est.: Primavera

Ove siano impugnati tanto la delibera di esclusione dalla società cooperativa quanto il conseguente licenziamento, la declaratoria di illegittimità dell’esclusione e la conseguente declaratoria di illegittimità del licenziamento comportano l’applicazione dell’art. 18 L. 300/1970 – ove la società abbia i requisiti per l’applicazione della tutela reale – pur trattandosi di società cooperativa.

Ove la illegittima esclusione del socio lavoratore attenga l’insussistenza di motivi di natura disciplinare deve essere applicato l’art. 18 quarto comma L. 300/1970 laddove stabilisce la sanzione qualora non ricorrono gli estremi del giustificato motivo soggettivo o della giusta causa addotti dal datore di lavoro per insussistenza del fatto contestato, e quindi va disposta la reintegra del lavoratore e il risarcimento del danno in misura non superiore a 12 mensilità.

Tribunale di Prato, Sentenza n. 138/2017, Est.: Consani

Societa’ cooperativa – Impugnazione dell’esclusione del socio e del contestuale licenziamento – Competenza del giudice del lavoro – insubordinazione e offese verso superiori – Fattispecie

trib-fi-sent-419-2017

Qualora siano impugnati nel medesimo giudizio l’esclusione dalla cooperativa ed il conseguente licenziamento la competenza appartiene al Tribunale in funzione di Giudice del lavoro.

Espressioni come ‘il grullo sei te’ ‘tu sei un miracolato’ ‘che cXXXo ridi’, rivolte al Responsabile del Personale, pur avendo un innegabile ed evidente carattere offensivo, non hanno un contenuto tale da costituire ‘gravi offese alla dignità o all’onore’ del superiore, trattandosi di epiteti generici, non particolarmente volgari o allusivi, e non sono causa di grave turbamento ed effettivo pregiudizio

Tribunale di Firenze – Sentenza 3.5.2017 n. 419, Est. Davia

SOCI DI COOPERATIVA – ESCLUSIONE – COMPETENZA

trib-LI sent 552-2012

CdApp FI Ord 31-10-2013

Per i soci di cooperativa si esclude la necessità, in presenza di comportamenti che ledono il contratto sociale oltre che il rapporto di lavoro, e quindi che comportano l’esclusione del socio, di un distinto atto di licenziamento, così come l’applicabilità delle garanzie procedurali connesse all’irrogazione di quest’ultimo.

In caso di esclusione del socio, pertanto, non è necessario comunicare altresì il licenziamento. La competenza per la domanda di ricostituzione del rapporto di lavoro, in uno con quello associativo, è del Tribunale in funzione di Giudice del Lavoro

Tribunale di Livorno,  Sentenza 15 novembre 2012 n. 552/2012 – Est. Calò

 

In presenza di due successive delibere di esclusione del socio dalla cooperativa da cui è derivata come conseguenza anche la cessazione del rapporto di lavoro con il socio non formalizzata in alcun provvedimento, la controversia non appartiene alla cognizione del Giudice del lavoro, trattandosi di questione che attiene alla materia societaria

Corte D’Appello di Firenze, Ordinanza 31 ottobre 2013,  Est. Liscio

Cooperative – Rapporto di lavoro dei soci – Competenza del Giudice del Lavoro

Trib-LI-19-10-2012

Soci di cooperativa – Controversia relativa all’esclusione del socio e contestuale licenziamento – Causa cumulativamente proposta – Competenza – Giudice del Lavoro – Sussiste

Ove sia cumulativamente proposta controversia volta ad impugnare l’esclusione del socio e il licenziamento dello stesso, l’art. 5 L. 142/2001 introduce un’eccezione alla disciplina generale dell’art. 40 co. 3 cpc, ma, proprio per questo, è norma di stretta interpretazione e rimane pertanto confinata alle “prestazioni mutualistiche” tra Socio e cooperativa e non può estendersi alle controversie sui diritti sostanziali e previdenziali dei lavoratori per i quali prevale la competenza, fissata dall’art. 40 co. 3 cpc, del Giudice del Lavoro.

Trib. Livorno, Ordinanza 19 ottobre 2012 – Est. Barison

L’ordinanza si segnala soprattutto perchè pronunciata a seguito di richiamo, da parte della Cooperativa convenuta, del  recente orientamento della Suprema Corte, rappresentato da Cass. Sez. VI n. 24.692, che afferma la competenza del Giudice ordinario, peraltro in controversia in cui risultava ancora in vigore il rito speciale societario, poi abrogato. Indipendentemente dall’abrogazione, il Giudice di merito mostra di non condividere l’orientamento della Suprema Corte anche per ragioni di corretto rapporto tra norma eccezionale e norma ordinaria, che sconfessa “la dipendenza del rapporto lavorativo da quello societario” affermata dalla Suprema Corte.