Categoria: Appalto di servizi

Appalto irregolare di mere prestazioni lavorative, natura subordinata del rapporto, illegittimità del licenziamento verbale – Fattispecie

trib-fi-6-12-2017

E’ illecito l’appalto allorchè il servizio appaltato non appare nemmeno astrattamente idoneo a rendere un risultato produttivo autonomo.

Ove ravvisabili di fatto gli indici della subordinazione il rapporto deve essere dichiarato di natura subordinata.

L’allontanamento verbale da parte del fittizio appaltatore si qualifica come licenziamento verbale invalido da parte del ‘reale’ datore di lavoro

Tribunale di Firenze – Ordinanza 6 dicembre 2017 – Est. Davia

CAMBIO DI APPALTO – PASSAGGIO IMMEDIATO E DIRETTO DALLE DIPENDENZE DEL PRECEDENTE APPALTATORE ALLE DIPENDENZE DEL SUBENTRANTE – DIRITTO AL PREAVVISO O AL PAGAMENTO DELL’INDENNITA’ SOSTITUTIVA – SUSSISTE

Cass-sez-lav-24430-2015

In caso di cambio di appalto con passaggio immediato e diretto del lavoratore dalle dipendenze del precedente appaltatore alle dipendenze dell’appaltatore subentrante, il datore di lavoro recedente ha l’obbligo di comunicare al lavoratore la cessazione del rapporto nel rispetto del periodo di preavviso ovvero, in mancanza, di versare al lavoratore l’indennità sostitutiva del preavviso medesimo, ai sensi dell’art. 2118 c.c.

Cass. Sez. Lav. 14-10/1-12-2015 n. 24430 – Pres. Venuti – Est. Tricomi – P.M. Sanlorenzo (concl. conf.)

Nota:

Si pubblica la sentenza della Suprema Corte che conferma la sentenza della Corte D’Appello di Genova n. 402/2010 che aveva a sua volta riformato la sentenza di tenore opposto del Tribunale di Massa n. 463/2007

Utilizzabilita’, nel successivo processo, delle prove assunte in un precedente giudizio tra le stesse parti e nel rispetto del contraddittorio, anche se tale precedente giudizio sia stato definito con pronunzia di inammissibilità

Trib-FI-252-15

Il Giudice può utilizzare, nel successivo giudizio, le prove già assunte in un precedente processo tra le stesse parti che si sia concluso con una pronuncia di inammissibilità della domanda, purchè tali prove siano state assunte in maniera legittima e nel rispetto del contraddittorio tra le parti.

Tribunale di Firenze – Sent. n. 252/2015 – Est. Davia

Disciplina del cambio di appalto – Appalto ‘leggero e labour intensive’ – Configurabilità quale trasferimento d’azienda – Disciplina contrattuale del cambio di appalto – Obbligo di mantenere gli elementi retributivi del rapporto col precedente appaltatore – Indennità di funzione

Trib-FI-982-2014

In caso di appalto ‘leggero e labour intensive’, il cambio di appalto si configura quale trasferimento d’azienda ex art. 2112 c.c. , dovendo prevalere la disciplina comunitaria sull’art. 29 co. 3 Dlgs 276/2003, che, in via generale, nega l’applicabilità dell’art. 2112 c.c. al cambio di appalto.

Discendendo dalla disciplina contrattuale collettiva del cambio di appalto l’obbligo di mantenere gli elementi retributivi del rapporto con il precedente appaltatore, permane il diritto del prestatore che svolgeva attività di responsabile dell’appalto all’indennità di funzione, anche ove le relative mansioni non siano più svolte nell’appalto successivo.

Tribunale di Firenze – Sent. 982/2014 – Est. Santoni Rugiu

 

 

Clausole limitative delle assunzioni nelle imprese pubbliche – Affidatari di appalti “in house”

CdApp-Ge-30-7-2013

Imprese a totale partecipazione pubblica – Imprese affidatarie di appalti “in house” senza svolgimento di gara – Limitazione alla disciplina delle assunzioni – Art. 18 comma II bis L. 133/2008 – Contratto a tempo determinato nullo –  Conversione in rapporti di lavoro subordinato a tempo indeterminato – Inammissibilità connessa ai limiti imposti dalla displina pubblicistica delle assunzioni – Non sussiste – Limiti di applicazione della norma

L’art. 18 comma II bis L. 133/2008 - che impone limitazioni alle assunzioni di personale dipendente di società pubbliche affidatarie di appalti “in house” senza svolgimento di gara, parificando il regime delle assunzioni a quello vigente presso l’Amministrazione controllante - è norma speciale di stretta interpretazione e pertanto inidonea ad impedire la conversione in rapporti di lavoro subordinato a tempo indeterminato dei contratti a tempo determinato affetti da nullità. Essa interviene, in caso di nullità del contratto, non nel senso di rendere applicabile l’art. 36 DLgs 165/2001 (che impedisce la conversione nella sola Pubblica Amministrazione), ma nel senso che la “nuova assunzione” per “conversione” del contratto a termine non si verifica se, per effetto della stessa, venga violato il divieto di nuove assunzioni derivante dal vincolo del patto di stabilità, previsto per le Pubbliche Amministrazioni ed “esteso” alle società “in house”. Fatto non provato e nemmeno dedotto nel caso di specie.

Corte D’Appello di Genova – Sez. Lavoro – Sentenza 30 luglio 2013 – Est. Ghinoy

La sentenza conferma, con la suddetta preciosazione, la sentenza del Tribunale di Massa, Sez. Lavoro, n. 2/2013 già pubblicata nella rivista. Per la visione della sentenza del Tribunale di Massa e di altre sentenze dei giudici toscani in questa materia si può digitare “in house” nel campo “cerca”.