Categoria: Trasferimento di azienda

Disciplina del cambio di appalto – Appalto ‘leggero e labour intensive’ – Configurabilità quale trasferimento d’azienda – Disciplina contrattuale del cambio di appalto – Obbligo di mantenere gli elementi retributivi del rapporto col precedente appaltatore – Indennità di funzione

Trib-FI-982-2014

In caso di appalto ‘leggero e labour intensive’, il cambio di appalto si configura quale trasferimento d’azienda ex art. 2112 c.c. , dovendo prevalere la disciplina comunitaria sull’art. 29 co. 3 Dlgs 276/2003, che, in via generale, nega l’applicabilità dell’art. 2112 c.c. al cambio di appalto.

Discendendo dalla disciplina contrattuale collettiva del cambio di appalto l’obbligo di mantenere gli elementi retributivi del rapporto con il precedente appaltatore, permane il diritto del prestatore che svolgeva attività di responsabile dell’appalto all’indennità di funzione, anche ove le relative mansioni non siano più svolte nell’appalto successivo.

Tribunale di Firenze – Sent. 982/2014 – Est. Santoni Rugiu

 

 

Cassazione – ART. 32 comma 1 bis l. 183/2010 – differimento dei termini di impugnazione di cui all’art. 6 l. 604/1966 – interpretazione

9203_04_14

L’art. 32 comma 1 bis L. 183/2010, introdotto dalla L. 10/2011, si interpreta nel senso che lo stesso deve fare riferimento “all’ambito di novità insito nelle disposizioni in parola”, di cui differisce la decorrenza; poichè lo stesso richiama l’art. 6 comma 1 L. 604/1966 che, di per sè, non contiene disposizioni che innovano la precedente disciplina, tali margini di novità vanno necessariamente ricercati, perchè la norma in esame abbia un senso, nel contesto normativo in cui si inserisce la disposizione di cui è stata differita l’efficacia. Questi sono da un lato le nuove ipotesi cui l’onere di impugnazione è stato esteso e prima non contemplate dall’art. 6 L. 604/1966 (licenziamenti cie presuppongono la risoluzione di questioni relative alla qualificazione del rapporto, nullità del termine apposto al contratto di lavoro secondo la normativa vigente e pregressa e per i rapporti già cessati, recesso nei rapporti di collaborazione coordinata e continuativa e contratti a progetto, trasferimento di sede, cessione del contratto ex art. 2112 c.c., ogni altro caso in cui si chiede la costituzione o l’accertamento del rapporto in capo a soggetto diverso dal titolare del contratto) ma anche il “collegamento” tra il primo ed il secondo comma dell’art. 6 L. 604/1966 novellato, per cui l’impugnativa diviene inefficace se non seguita dal deposito del ricorso giudiziale nel termine stabilito dalla legge. Con la disposizione in parola, pertanto, il legislatore ha inteso differire anche il termine a partire dal quale decorre la decadenza di cui al secondo comma dell’art 6 L. 604/1966, che diviene quindi a sua volta non applicabile anteriormente al 31.12.2011.

Cass. Sez. lav. 13 marzo/23 aprile 2014 n. 9203

Riduzione premio assicurativo INAIL – Condizioni

sentenza 397-2011

Premio assicurativo INAIL – Riduzione del premio ex art. 24 co. 1 DM 10651/2000 – Adozione di specifiche ed ulteriori iniziative volte a garantire la sicurezza sul lavoro rispetto a quanto normalmente richiesto dalla normativa vigente – Necessità – Sussiste - Messa in atto del Sistema di gestione della sicurezza – Verifica – Intervenuta approvazione della Rapporto di sicurezza – Necessità – Sussiste – Assenza di violazioni in materia di tutela del lavoro – Necessità – Sussiste – Applicabilità della riduzione almeno per alcuni stabilimenti ove sussistano le condizioni - Gestione accentrata delle varie posizioni assicurative – Non sussiste – Trasferimento d’azienda – Responsabilità del cedente e del cessionario in caso di revoca dei benefici – Solidarietà – Sussistenza – Limiti

La riduzione dei premi assicurativi INAIL ex art. 24 comma 1 DM 10651/2000 è riconoscibile solo ove il datore di lavoro adotti specifiche ed ulteriori iniziative volte a garantire la sicurezza sul lavoro rispetto a quanto normalmente richiesto dalla normativa vigente.

L’avvenuta messa in atto del Sistema di gestione della sicurezza non può essere verificata ove non sia già stato approvato il Rapporto di Sicurezza ex art. 8 D.Lgs. 334/1999;

Non è comunque riconoscibile la riduzione del premio ove siano state accertate violazioni del datore di lavoro in materia di tutela del lavoro.

Ove le posizioni assicurative INAIL dei vari stabilimenti siano gestite in maniera accentrata, non è applicabile la riduzione del premio limitatamente ad alcuni stabilimenti in cui sussistano le condizioni.

In caso di revoca del beneficio di riduzione del premio, ove sia intervenuto trasferimento d’azienda, il cedente e il cessionario sono pienamente responsabili in solido per i premi,  le relative sanzioni, e tutto quanto dovuto all’INAIL per l’anno in corso e per i due precedenti

Tribunale Livorno – Sentenza 397/2011 – Est. Provenzano

Azione surrogatoria – Limiti – Cessione di azienda

Azione surrogatoria – Finalità – Impedimento di effetti pregiudizievoli derivanti dall’inerzia del creditore – Finalità raggiungibile in maniera diretta dall’azione – Necessità – Finalità raggiungibile in maniera “mediata” mediante il successivo esercizio di ulteriore azione – Inammissibilità

Cessione di azienda – nullità – motivo illecito –  esecuzione parziale delle obbligazioni assunte – prova del motivo illecito – insufficienza –

L’azione surrogatoria consente di agire per far valere il diritto di un terzo, di cui si è creditore, impedendo gli effetti pregiudizievoli derivanti dall’inerzia del terzo nei confronti del proprio debitore. Tale effetto deve essere conseguenza immediata e diretta dell’azione. Non è pertanto ammissibile l’azione surrogatoria con cui si chiede l’annullamento del contratto con cui il terzo ha ricevuto in affitto un’azienda ma il cedente, inadempiente, non gli ha trasferito le somme del TFR dei dipendenti trasferiti, poichè questo porterebbe non ad incrementare il patrimonio del terzo (come invece ove fosse richiesto  – piuttosto –  l’adempimento del cedente), bensì a depauperarlo, mentre l’eventuale azione di risarcimento del danno conseguente non è un effetto immediato dell’azione surrogatoria, ma solo una eventuale ulteriore azione cui l’azione surrogatoria non risulta essere strumentale.

Ove si assuma che un contratto di trasferimento di ramo d’azienda è finalizzato solo a liberarsi di un’attività poco redditizia e dei dipendenti in essa impiegati mediante trasferimento a soggetto poco solvibile per poi “farlo morire”, occorre la prova effettiva della non redditività del ramo e del motivo illecito sotteso al negozio, non essendo sufficiente, al fine di tale prova, che il soggetto cedente si renda inadempiente col mancato trasferimento al cessionario degli importi del TFR maturato dai dipendenti

Tribunale di Firenze, Ordinanza collegiale ex art. 700 cpc  del 21.9.2011 – Est. Rizzo

Trib-fi-21-9-2011

Trasferimento azienda

Trasferimento di azienda – Trattamento economico del personale trasferito – Accordo aziendale vigente con l’impresa cedente – Inapplicabilità – Autoferrotranvieri – Accordi integrativi aziendali con erogazioni aggiuntive al contratto nazionale – Inapplicabilità – Accordi sindacali aziendali separati – Efficacia solo per gli aderenti e/o sottoscrittori.

In caso di trasferimento di un ramo d’azienda il contratto collettivo, anche aziendale, della cedente  si applica solo nel caso in cui l’impresa cessionaria non utilizzi alcun contratto collettivo di pari livello. In caso contrario, il contratto della cessionaria sostituisce immediatamente la disciplina collettiva vigente presso la cedente anche se contenente clausola peggiorativa, con il solo limite dei  diritti quesiti.

Nel settore degli autoferrotranvieri non trova applicazione la disciplina dell’art. 26 R.D. 148/31 che prevede il mantenimento al personale di un trattamento non inferiore a quello precedentemente goduto, dal momento che  tale norma deve essere interpretata alla luce della disciplina complessiva del rapporto di pubblico imnpiego coinvolto dal processo  di privatizzazione, che ha comportato la piena applicabilità dei principi sanciti dall’arto 2112 c.c. E’ preclusa , ai sensi dell’art. 5 ter DL 702/78 alle aziende con partecipazione maggioritaria degli enti locali di stipulare accordi aziendali integrativi che prevedano erogazioni aggiuntive ai contratti nazionali.

Tribunale  di Arezzo – Est.De Renzis – Sent. n. 301/2011 dep.24.5.2011

Tr. Ar sent. n. 301/2011