Categoria: Ad nutum

Licenziamento ad nutum – Lavoratore ultrasessantenne – Omessa comunicazione dei motivi

Licenziamento ultrasessantenne – Omessa comunicazione delle motivazioni  – efficacia del provvedimento espulsivo – sussiste

L’art. 4 della L. 108/1990 esclude dall’area di operatività dell’art. 2 L. 604/1960 e delle relative formalità (obbligo di comunicazione dei motivi richiesti) le ipotesi di licenziamento ad nutum nelle quali rientra anche quello del prestatore di lavoro che abbia superato i sessanta anni di età e che sia in possesso dei requisiti pensionistici, sempre che non abbia optato per la prosecuzione del rapporto di lavoro ai sensi dell’art. 6 del D.l. 791/1981, convertito in L. 541/1982. Conseguentemente il licenziamento intimato senza avere ottemperato all’obbligo di comunicazione dei motivi richiesti dal lavoratore è efficace.

Tribunale di Firenze – Sent. 30 marzo 2011 – Est. Santoni Rugiu

Trib. Fi 30.03.2011

Licenziamento dipendente pubblico al compimento dell’anzianità contributiva massima

Licenziamento dipendente pubblico – Massima anzianità contributiva e/o di servizio – Facoltà di recesso in favore dell’amministrazione  – Specificazione dei criteri da seguire nella scelta del lavoratore da collocare a riposo –  Omissione – Disapplicazione dell’atto di recesso e ricostituzione del rapporto – Risarcimento danni in misura pari alle retribuzioni non percepite dalla illegittima risoluzione alla ricostituzione di fatto del rapporto.

La pubblica amministrazione, a norma dell’art. 72 co.11 D.L. 122/08 conv. in L. 133/08, mod. dall’art. 6 co. 3 L. 15/09, sostituito dall’art. 17 co. 35 novies del D.L. 78/09, convertito in L. 102/09, ha la facoltà di recedere dal rapporto con il dipendente che ha raggiunto l’anzianità massima contributiva e/o di servizio.

La facoltà non esonera, tuttavia, l’ente dall’indicare puntualmente i criteri che giustificano il provvedimento espulsivo.

L’atto di recesso emesso in totale carenza di motivazione deve essere disapplicato con conseguente ricostituzione del rapporto e condanna dell’amministrazione al pagamento del risarcimento danni da determinarsi in misura pari alle retribuzioni non percepite.

Tribunale di Arezzo – est. De Renzis – sent.3.2.2011 n° 85

Trib. Ar. sent. 85 del 2011

Licenziamento – Patto di prova – Computo durata

Licenziamento durante il periodo di prova – Computo dei giorni ai fini dell’individuazione del termine del periodo di prova

In assenza di una specifica previsione, nel contratto collettivo o in quello individuale di lavoro, il termine del periodo di prova deve intendersi fissato in mesi, con la conseguenza che, ai fini del computo, si osserva il calendario comune e resta esclusa la possibilità di tenere conto dei soli giorni di lavoro effettivamente prestato, e non anche dei giorni di sospensione della prestazione lavorativa per ferie, festività o malattia.

Trib. Arezzo –  Sent 30/04/09,  n. 2- Est.  dott.ssa Afeltra.