Categoria: Agenzia

Agenzia – Qualificazione del rapporto

Agenzia – Assimilazione al procacciatore di affari – Difetto di rappresentanza.

Al rapporto di procacciamento di affari si applicano, per analogia, le disposizioni relative al contratto di agenzia di cui agli artt. 1742 e ss. c.c.. Tale contratto deve, pertanto, avere forma scritta ad probationem: non è sufficiente, dunque, far riferimento ad una generica documentazione di supporto per offrirne la prova.

In entrambe le tipologie negoziali, i contratti conclusi dal rappresentante, infatti, producono effetti nei confronti del rappresentato solo se c’è stata spendita del nome che deve risultare da elementi certi ed inequivoci. Nel caso in cui il rappresentato contesti l’esistenza dei poteri di rappresentanza, incombe sul terzo l’onere di fornirne la prova.

Se il mandatario ha agito senza rappresentanza, può essere invocato l’istituto della ratifica, ma quest’ultima deve essere provata in modo chiaro ed univoco, dal momento che deve rispettare la forma prescritta per il contratto concluso dal falsus procurator.

Tribunale di Arezzo –  Sent. 355/2009 - Est. dott.ssa Afeltra

Agenzia – Star del credere

Agenzia – Star del credere – Previsione specifico compenso – Nullità.

Preavviso (sua natura) – Inadempimento della parte intimante il recesso con preavviso: configurabilità.

Legittimità recesso per giusta causa – Diritto alla percezione della intera indennità sostitutiva.

Recesso giusta causa – Gravità inadempimento – Violazione obblighi di esclusiva e/o pagamento provvigioni: sufficienza.

Ove ancora ammissibile, lo star del credere presuppone comunque la previsione di uno specifico e dedicato compenso in difetto del quale la clausola deve interessi nulla ex art.1418 cc. Non basta il patto contrattuale per il quale la misura della provvigione sia stata determinata tenendosi conto della previsione dello star del credere.

Il periodo di preavviso costituisce a tutti gli effetti periodo lavorativo nel corso del quale costituiscono grave inadempimento del preponente atti di marginalizzazione dell’agente (quali mancato invito a riunioni periodiche o mancato invio dei nuovi campionari) ai quali legittimamente può reagirsi col recesso per giusta causa e la richiesta della indennità sostitutiva del preavviso nel suo intero ammontare (costituendo questa una forfettizzazione del danno).

Il mancato pagamento di provvigioni e/o la violazione del vincolo di esclusiva costituiscono (anche se non combinati tra di loro) grave inadempimento legittimante l’agente al recesso per giusta causa.

Trib. Arezzo – Sent. 05/02/09, n. 45-  Est. Afeltra

Rapporto di agenzia – Indennità di fine rapporto

Art. 1751 c.c. – Indennità di fine rapporto – Sostanziali vantaggi in capo al preponente – Sussistenza al momento della cessazione del rapporto – Sussiste

Affinchè l’indennità di fine rapporto possa essere riconosciuta all’agente è necessario che i sostanziali vantaggi prodotti in capo al preponente, così come previsti dall’art. 1751 c.c., siano susssitenti al momento della cessazione del rapporto.

Trib. Pistoia 21-10-2010 RG 852/2007 – Est- De Marzo