Toscana Lavoro Giurisprudenza

Periodico Registrato al Tribunale di Firenze

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Direttore Responsabile: Avv. Andrea Stramaccia

 

 

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Trattamento per malattia – Mancata copertura da parte dell’INPS per effetto delle normative sugli impiegati del settore industria – Obbligo a carico del datore di lavoro – Esclusione da parte del contratto collettivo – Interpretazione

cass-3046-2017

Qualora la normativa di legge escluda la copertura del trattamento economico, in caso di malattia, a carico dell’INPS (come nel caso degli impiegati del settore industria), tenuto al pagamento del trattamento è comunque il datore di lavoro, ex art. 2110 c.c. Ove il contratto collettivo (nel caso di specie CCNL per il Settore dei Centri di Elaborazione Dati), per carenza di disciplina, stabilisca che il trattamento non è dovuto  qualora non corrisposto dall’INPS ‘per qualsiasi motivo’, la disposizione deve essere interpretata in maniera costituzionalmente orientata, nel senso che la stessa non possa comunque escludere qualsiasi protezione al lavoratore che non sia in grado di prestare attività per ragioni di salute, essendo la tutela al prestatore infermo comunque garantita dall’art. 38 Cost.

Cass. Sez. Lav. 8 novembre 2016 / 6 febbraio 2017 n. 3046/2017, Est.: Negri Della Torre

 

Licenziamento – Obbligo di répéchage – Obbligo di estensione anche a mansioni inferiori a quelle ultimamente svolte

cass-22798-2016

L’obbligo di répéchage, in caso di licenziamento, è esteso anche alle mansioni inferiori a quelle da ultimo svolte dal lavoratore. Il datore di lavoro, pertanto, è comunque tenuto ad offrire al lavoratore il reimpiego anche in mansioni inferiori a quelle da ultimo prestate, ove disponibili, e può procedere al licenziamento solo a fronte del rifiuto dell’offerta da parte del lavoratore

Cass. Sez. lav. 9 novembre 2016 n. 22798, Est. Amendola

Fondo di garanzia per il pagamento delle ultime retribuzioni – Termine entro il quale devono rientrare le ultime retribuzioni non pagate

trib-po-246-2016

La richiesta rivolta dal lavoratore all’Ispettorato del lavoro volta ad ottenere l’emissione di diffida accertativa relativa al credito retributivo, costituisce anch’essa atto con il quale il lavoratore agisce allo scopo di procurarsi un titolo esecutivo idoneo a fondare l’istanza di fallimento (o altra procedura concorsuale) o ad esperire un’esecuzione forzata con esito negativo. L’art. 1 del Dlgs 80/1992 deve quindi essere interpretato, in maniera costituzionalmente orientata, nel senso che sia dovuto l’intervento del Fondo di garanzia per la copertura delle ultime retribuzioni non versate qualora queste ultime rientrino nell’anno che precede la richiesta di intervento all’Ispettorato del Lavoro, a condizione che via sia stretta consequenzialità giuridico temporale tra l’iniziativa del lavoratore ed i successivi atti necessari per addivenire alla procedura concorsuale o all’esecuzione forzata.

Tribunale Prato, 29 novembre 2016 n. 246, Est.: Barracca

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO E CONSIGLIO DI STATO – OBBLIGO DI SINTETICITA’ DEGLI ATTI

principio-di-sinteticità

Si pubblica la nota del Presidente del TAR Toscana con la quale, richiamando le sentenze TAR Toscana 1688/2015 e Consiglio di Stato 3372/2016, viene confermato che la violazione del principio di sinteticità degli atti ed in particolare del decreto del 25 maggio 2015 (in Gazzetta ufficiale del 5 giugno 2015) del Presidente del Consiglio di Stato (che stabilisce in 30 pagine il limite massimo di lunghezza degli atti salvo casi eccezionali che devono essere preventivamente autorizzati dal Presidente della Sezione competente o dal magistrato delegato con speciale procedura) comporta l’esonero del Giudice dalla trattazione delle questioni dedotte nelle pagine eccedenti il limite, nonchè rileva ai fini della liquidazione delle spese di giudizio.

 

CCNL Cooperative Sociali – Operatori Socio Sanitari (OSS) che prestano attività in struttura socio sanitaria – Inquadramento – Livello C2

C-d-App-FI-822-2015

All’Operatore Socio Sanitario (OSS) che presta attività in una struttura socio-sanitaria compete l’inquadramento nel livello C2 del CCNL Cooperative Sociali, secondo anche quanto previsto nella Conferenza Stato-Regioni del 22.2.2001 in relazione alle attività riservate agli OSS. L’inquadramento nel livello C1 del medesimo CCNL è pertanto erroneo

Corte D’Appello di Firenze, Sez. lavoro, Sent. n. 822 del 26.11.2015 – Est.: Bronzini

(Conferma Tribunale di Prato. Nello stesso senso Tribunale di Firenze, n. 1070/2015, Est. Rizzo, in questa stessa rivista)