Toscana Lavoro Giurisprudenza

Periodico Registrato al Tribunale di Firenze

Iscritto al n. 3543 del Registro Periodici del Tribunale di Firenze

Autorizzazione n. 8543 del 6.2.1987

Direttore Responsabile: Avv. Andrea Stramaccia

 

 

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Socio di cooperativa – Impugnazione distinta dell’esclusione dalla società e del conseguente licenziamento – competenza funzionale, comunque, del giudice del lavoro – esclusione dalla società per motivi disciplinari insussistenti – cooperativa con requisiti dimensionali sufficienti all’applicazione della ‘tutela reale’ – natura disciplinare anche del connesso licenziamento ed applicazione dell’art. 18 l. 300/1970 con obbligo di reintegrazione per insussistenza del fatto

tribunale-imprese-di-firenze-ord-29-6-2016

tribunale-prato-sent-138-2017

Qualora il rapporto di lavoro del socio lavoratore di cooperativa venga risolto per motivi riguardanti la violazione degli obblighi statutari, l’impugnativa della delibera e del concorrente atto di licenziamento configura un’ipotesi di connessione di cause, aventi ad oggetto il rapporto mutualistico e quello lavorativo, anche allorchè i provvedimenti siano stati impugnati con differenti ricorsi che sono tuttavia tra loro posti in rapporto di pregiudizialità (dipendendo la legittimità del licenziamento dalla legittimità o meno dell’esclusione) sicché, in tale caso, in forza dell’art. 40, terzo comma, cod. proc. civ., è comunque competente il giudice del lavoro davanti al quale le cause devono essere rimesse e riunite.

La declaratoria di incompetenza del Tribunale ordinario in favore del Tribunale delle Imprese (non istituito presso il Tribunale remittente) non impedisce al Tribunale delle Imprese di rimettere la causa al Tribunale in funzione di Giudice del Lavoro, anche presso la stessa sede del Tribunale già in precedenza remittente, trattandosi, nella fattispecie, di remissione a TERZO giudice rispetto a quello ordinario già remittente

Tribunale di Firenze, Sezione Specializzata delle Imprese, Ordinanza 29.6.2016 Est.: Primavera

Ove siano impugnati tanto la delibera di esclusione dalla società cooperativa quanto il conseguente licenziamento, la declaratoria di illegittimità dell’esclusione e la conseguente declaratoria di illegittimità del licenziamento comportano l’applicazione dell’art. 18 L. 300/1970 – ove la società abbia i requisiti per l’applicazione della tutela reale – pur trattandosi di società cooperativa.

Ove la illegittima esclusione del socio lavoratore attenga l’insussistenza di motivi di natura disciplinare deve essere applicato l’art. 18 quarto comma L. 300/1970 laddove stabilisce la sanzione qualora non ricorrono gli estremi del giustificato motivo soggettivo o della giusta causa addotti dal datore di lavoro per insussistenza del fatto contestato, e quindi va disposta la reintegra del lavoratore e il risarcimento del danno in misura non superiore a 12 mensilità.

Tribunale di Prato, Sentenza n. 138/2017, Est.: Consani

Societa’ cooperativa – Impugnazione dell’esclusione del socio e del contestuale licenziamento – Competenza del giudice del lavoro – insubordinazione e offese verso superiori – Fattispecie

trib-fi-sent-419-2017

Qualora siano impugnati nel medesimo giudizio l’esclusione dalla cooperativa ed il conseguente licenziamento la competenza appartiene al Tribunale in funzione di Giudice del lavoro.

Espressioni come ‘il grullo sei te’ ‘tu sei un miracolato’ ‘che cXXXo ridi’, rivolte al Responsabile del Personale, pur avendo un innegabile ed evidente carattere offensivo, non hanno un contenuto tale da costituire ‘gravi offese alla dignità o all’onore’ del superiore, trattandosi di epiteti generici, non particolarmente volgari o allusivi, e non sono causa di grave turbamento ed effettivo pregiudizio

Tribunale di Firenze – Sentenza 3.5.2017 n. 419, Est. Davia

Licenziamento per riduzione del personale. Condizioni di legittimità. Appropriazione di documenti aziendali per fini di difesa. Condizioni di legittimità

sentenza-117-2017

 

Licenziamento per riduzione del personale. E’ insufficiente, per motivare il licenziamento, la riduzione dei profitti. E’ invece necessaria la prova di una riduzione del lavoro e del fatturato di tale gravità da rendere inevitabile il recesso.

Appropriazione di documenti aziendali idonei a sostenere la difesa in giudizio da parte del lavoratore. L’appropriazione è giustificata dal fine di difesa purchè non sussista comportamento configurabile come delitto o comportamento in contrasto con i doveri di fedeltà, correttezza e buona fede contrattale. La prova del carattere delittuoso o infedele dell’appropriazione: incombe sul datore di lavoro. La produzione della documentazione nel processo non è di per sè comportamento infedele o contrario a correttezza e buona fede poichè la corretta applicazione delle norme processuali è idonea a impedire una vera e propria divulgazione della documentazione aziendale

Tribunale di Firenze, Sentenza 21 febbraio 2017 n. 117.  Est. : Torcini

Corso d’aggiornamento A.L.T. Arezzo 2017: Autonomia e subordinazione dopo il Job’s Act

Corso d’aggiornamento Arezzo 2017-Locandina

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Trattamento per malattia – Mancata copertura da parte dell’INPS per effetto delle normative sugli impiegati del settore industria – Obbligo a carico del datore di lavoro – Esclusione da parte del contratto collettivo – Interpretazione

cass-3046-2017

Qualora la normativa di legge escluda la copertura del trattamento economico, in caso di malattia, a carico dell’INPS (come nel caso degli impiegati del settore industria), tenuto al pagamento del trattamento è comunque il datore di lavoro, ex art. 2110 c.c. Ove il contratto collettivo (nel caso di specie CCNL per il Settore dei Centri di Elaborazione Dati), per carenza di disciplina, stabilisca che il trattamento non è dovuto  qualora non corrisposto dall’INPS ‘per qualsiasi motivo’, la disposizione deve essere interpretata in maniera costituzionalmente orientata, nel senso che la stessa non possa comunque escludere qualsiasi protezione al lavoratore che non sia in grado di prestare attività per ragioni di salute, essendo la tutela al prestatore infermo comunque garantita dall’art. 38 Cost.

Cass. Sez. Lav. 8 novembre 2016 / 6 febbraio 2017 n. 3046/2017, Est.: Negri Della Torre